FRANCO FERRERO: CHAIRS 1984-2014 con UNDESIGN: TIPI SEDUTI

24 ottobre 2014 in ARTprojects, Events

Una mostra borderline tra arte e design

Un nuovo appuntamento a Torino dedicato all’Art Design inaugurerà al MIAAO di Torino il 31 ottobre. Una mostra che si prefigura come borderline tra generi e ambivalente già dal titolo: Chairs, che in inglese significa “sedie” e in francese “carni”.

La mostra,  a cura di Enzo Biffi Gentili con Lorenza Bessone, è un omaggio a Franco Ferrero*, artista conosciuto per la sua appartenenza al gruppo di Eredi Brancusi, ma anche art designer ante litteram, capace con i suoi lavori di attraversare tematiche artistiche e insieme esistenziali. Le sue “sedie” (sculture ferrigne in esemplari unici) sono oggetti simbolici prima che funzionali, ponendosi come provocazioni perturbanti che inducono a riflessioni sull’immaginario del potere e del sesso, su questioni economiche e sociali, punti di difficile “equilibrio” non senza ironia; alcuni esempi ne sono le “culle di Giuda” acuminate, i troni, le cattedre e gli scranni che giocano sul doppio significato di “stallo”, inteso come tipo di seduta ma anche come situazione di blocco.

I lavori dell’artista – quasi completamente inediti, progettati nel corso di circa trent’anni da Franco Ferrero e realizzati artigianalmente, con una maestria che colpisce, da Cesare Dellavalle da Bra  – sono opere d’arte fatte a regola d’arte che oggi, sottoposte a quello che il curatore definisce un “positivo revisionismo storico – critico” rientrano a pieno titolo nell’ambito dell’Art Design.

Non è la prima volta che Biffi Gentili indaga le relazioni tra arte, design e arti applicate: già vent’anni fa aveva curato a Torino alla Palazzina di Caccia di Stupinigi, e a Barcellona alla Pia Almoina per la Primavera del Disseny una mostra intitolata La sindrome di Leonardo. Artedesign in Italia 1940-1975; un rapporto, quello tra arte applicata e design, spesso inconsapevole, ma come nel caso di Franco Ferrero di grande interesse critico prima ancora che commerciale.
A corollario della mostra, come hommage dichiarato a Franco Ferrero, lo studio grafico Undesign* ha realizzato un’installazione dal titolo Tipi seduti, ovvero caratteri tipografici/ mobili, un alfabeto che si fa arredo, che dialoga con le sedute di Ferrero, sino a comporre ironicamente le nuove parole di una “arte del sedere”.


Franco Ferrero: Chairs 1984-2014 con Undesign: Tipi seduti

a cura di Enzo Biffi Gentili con Lorenza Bessone
dal 31 ottobre al 21 dicembre 2014
MIAAO Galleria Sottana. via Maria Vittoria 5. 10123 Torino. Italia
http://miaao.jimdo.com/

*Franco Ferrero, nato a Torino nel 1951, vive e lavora a Bra. Nel 1992 è tra i principali promotori del gruppo di artisti Eredi Brancusi, decollato nel 1995 con la personale allestita presso la Galleria di San Filippo Neri a Torino. Da quel momento il gruppo viene invitato a molte mostre a livello nazionale e internazionale, destando attenzione per un lavoro basato su riletture ironiche della storia delle avanguardie e presentazioni di loro pseudo-memorabilia. Dal 2003 la loro presenza espositiva si dirada, mentre è recente la loro rentrée con la mostra Le camere oscure del 2014 nella Chiesa di San Francesco a Cuneo, che ha sottolineato anche un’anima “gotica” del gruppo, già manifestata con l’erezione di un “cimitero d’invenzione” a Pocapaglia. Come artista solista, Franco Ferrero si era dedicato a partire dalla metà degli anni ’80 alla progettazione di eccentrici e scultorei arredi ferrigni in esemplare unico -soprattutto sedute, ma anche altra mobilia- accumulati per quasi trent’anni in un suo “guardaroba” segreto, che solo oggi, al MIAAO, viene rivelato.

*Undesign è uno studio grafico fondato dagli architetti Michele Bortolami e Tommaso Delmastro nel 2003 a Torino. Lo studio, dalla riconosciuta eccellenza professionale -tra l’altro è stato selezionato per la XXIII edizione del Compasso d’Oro dell’ADI- si è caratterizzato per frequenti violazioni dei confini disciplinari, con lavori anche autonomamente prodotti, su temi “politicamente scorretti”: l’iconografia di fascismo e comunismo, dell’antagonismo, dell’esoterismo, ma anche dell’erotismo, sovente trattato con umorismo.