DALLA NATURA AL SEGNO – Harry Bertoia

12 febbraio 2015 in Events, History

DALLA NATURA AL SEGNO
HARRY BERTOIA 1915 – 2015

 

Per il centenario di Harry Bertoia il 7 febbraio è stata inaugurata una grande mostra in due sedi espositive (Pordenone e San Lorenzo d’Arzene) aperta fino al 29 marzo 2015.

Gli Amici di Harry Bertoia , associazione che promuove la conoscenza e lo studio dell’artista e designer, presentano questo evento come omaggio alla sua terra d’origine proprio in occasione del centenario della sua nascita.

Cent’anni fa infatti, esattamente il 10 marzo 1915, a San Lorenzo di Arzene nasceva Arieto (Harry) Bertoia, artista il cui lavoro rappresenta ancora un’importante indicazione di metodo, di rigore, di costante dedizione alla ricerca.

Sia che si tratti di monotipi, disegno di gioielli, sedie in filo di acciaio o sculture, l’eccezionale talento di Harry Bertoia si sviluppa attraverso l’esplorazione di diverse aree artistiche e l’esposizione e il confronto con quarant’anni di arte americana. Le straordinarie capacità manuali e la grande conoscenza dei materiali, risultato di un’intensa e incessante ricerca, hanno reso possibile la realizzazione di opere di rara bellezza, affascinanti e originali. Caratteristica principale della sua creatività è l’attenzione rivolta a tutte le possibilità offerte dai diversi materiali, in particolare la relazione tra movimento, spazio e il suono.

Emigrato nel ’30 verso gli Stati Uniti, Bertoia riuscì a conquistarsi il successo e a raggiungere notorietà internazionale con la linea di sedie Diamond (1952), un’icona del design mondiale. Ma più in generale con la sua multiforme produzione artistica (sculture, incisioni, disegni, gioielli) egli seppe imporsi per la spiccata originalità unita ad un’attitudine sperimentale sia nel campo dei materiali che delle forme.

Harry Bertoia appartiene alla schiera non foltissima degli artisti friulani del ‘900 che hanno saputo meritare davvero fama internazionale. Fino a pochi anni fa era però poco conosciuto nella sua terra d’origine: tale lacuna è stata poi colmata da due mostre in successione (la prima presso la sua casa natale a San Lorenzo, nel 2008, e la seconda, più vasta e particolareggiata, a Pordenone nel 2009) esposizioni che hanno fatto conoscere meglio la qualità del suo lavoro anche nella nostra regione.

Dopo aver lavorato con Charles Eames in California (1947), Bertoia iniziò a pensare quasi esclusivamente alla scultura in metallo. La sua ampia opera di scultura può essere classificata in diversi tipi a seconda della forma e della tecnica di realizzazione: sculpture & platform (semplice assemblaggio di barre e altri piccoli elementi su una base piana); welded screens (schermi saldati); wire and clouds (fili e nuvole di metallo); phytomorphic fountains (fontane fitomorfe); dandelions (soffioni, fiori di tarassaco); melt-coated wire (fili con gocciolature di metallo); spill castings (fusioni a getto); metal deposits (depositi di metallo); bundled wire sound sculptures (sculture sonore con fasci di barre metalliche).

Nel 2014 il Comune di Pordenone ha voluto rimarcare il riconoscimento dell’autorevolezza dell’artista intitolandogli il nuovo spazio espositivo di Palazzo Spelladi, divenuto dunque Galleria Harry Bertoia. Ed è proprio questa prestigiosa sede ad accogliere l’esposizione che il Comune di Pordenone ha deciso di proporre per celebrare il centenario della nascita di Bertoia. Qui il percorso documentario già al centro delle due mostre precedenti è arricchito da materiali mai esposti prima, provenienti dalla collezione personale di Celia Bertoia, figlia del maestro. Si tratta di un importante nucleo di 30 monotipi, raffinate e rare stampe su carta, realizzate in unico esemplare tra la fine degli anni ’40 e l’inizio degli anni ’70.

Queste opere offrono al visitatore l’opportunità di confrontarsi con una parte originale ma ancora poco nota della produzione di Bertoia ed evidenzieranno i diversi apporti, anche europei, che confluirono nella sua arte, mai del tutto appagata dai risultati sia pure innovativi. I monotipi in mostra, con il loro accostamento espositivo ad alcune sculture e ad alcune sedie Diamond, consentono infatti di percepire i molti rimandi e le suggestioni tra i diversi generi praticati dall’artista.

Un laboratorio didattico, organizzato per l’occasione, permette inoltre di analizzare anche le tecniche insolite e particolari con cui sono stati realizzati questi originali e preziosi lavori su carta che costituiscono una sorta di diario creativo dell’artista. Una significativa sezione della mostra, grazie alla collaborazione della Knoll, è dedicata alla progettazione della celebre poltrona Diamond (1952) e alla sua produzione in serie (nello stabilimento di Foligno, in Italia).

Materiali pubblicitari d’epoca mettono in evidenza la qualità della comunicazione per immagini messa in campo negli anni ’50 dall’azienda produttrice.

Alcuni filmati d’epoca riprodotti sulle pareti del primo piano dello spazio espositivo accolgono il visitatore e lo fanno entrare, virtualmente, nello studio-fienile di Barto, in Pennsylvania, e si può in questo modo vedere Harry Bertoia al lavoro con la saldatrice o mentre ci dimostra la naturale reattività delle sue sculture sonore. La musicalità cosmica originata da queste celebri opere caratterizza comunque, con discrezione, gran parte dello spazio espositivo quasi fosse l’essenza ultima dell’arte di Arieto Bertoia.

Nella Casa natale di Harry Bertoia a San Lorenzo di Arzene (Pordenone) l’attenzione è incentrata su un altro ambito della produzione di Bertoia, quello dei gioielli. Tre di questi oggetti d’arte sono stati posti sul tavolo della cucina quasi fossero appena stati portati da Arieto in dono ai suoi familiari. Le fotografie di 19 gioielli degli anni ’40-’70 e di un disegno progettuale, appartenenti alla collezione Wright, trovano invece collocazione in un’altra stanza della piccola casa in cornici retroilluminate: l’effetto è molto intenso e le opere possono essere esaminate in tutti i loro più minuti particolari.

Infine nella vecchia stalla un giovane artista friulano, Michele Spanghero, riproduce il suo video dal titolo Translucide che idealmente recupera l’eredità del lavoro di Harry Bertoia e, in modi propri e originali, ne attualizza il messaggio collegato alla volontà di ricerca e di sperimentazione. Con la partecipazione in mostra di un giovane artista viene dunque sottolineato un ideale passaggio di testimone tra generazioni: com’è sempre, o dovrebbe essere percepita, l’arte in generale.

Dalla Natura al Segno
Harry Bertoia 1915 – 2015

7 Febbraio– 29 Marzo 2015

Galleria Harry Bertoia
C.so Vittorio Emanuele II, 60 – Pordenone

Casa natale di Harry Bertoia
Via Blata, 12, San Lorenzo di Arzene

Per info.
UFFICIO CULTURA – COMUNE DI PORDENONE
Tel. 0434/392916
attivitaculturali@comune.pordenone.it – info@arietobertoia.org