‘Counting the Rice’ table con Marina Abramovic

29 ottobre 2014 in Random

Moroso realizza una serie limitata di 30 pezzi del ‘Counting the Rice’ table, il progetto disegnato da Daniel Libeskind che accoglie e dà forma all’esercizio ‘Counting the Rice’, ideato da Marina Abramovic. L’artista ha infatti scelto Moroso come partner principale per dare vita ad una collezione di oggetti di design a serie limitata legati ai progetti del MAI, di cui il ‘Counting the Rice’ table rappresenta un componente imprescindibile. Il ricavato della vendita di questa collezione sarà devoluto al MAI ed il primo esemplare della serie limitata è stato recentemente presentato e battuto all’asta a Basilea, nel corso di una cena esclusiva organizzata sabato 20 settembre dalla Fondation Beyeler. ‘Counting the Rice’ fa parte di una serie di workshop presentati dal Marina Abramovic Institute (MAI), una sorta di istituto immateriale che ospita eventi e performances all’interno di diversi spazi in giro per il mondo. L’esercizio consiste nel separare e contare chicchi di riso e lenticchie per un tempo minimo di sei ore mantenendo una posizione seduta, per mettere alla prova i propri limiti fisici e psicologici nell’atto di trasformare un gesto quotidiano in un rituale di meditazione.

Dal 1979, Marina Abramovic ha ospitato diversi laboratori chiamati Cleaning the House rivolti a studenti provenienti da tutto il mondo. Il workshop, ideato per preparare l’artista all’atto creativo, è costituito da diversi esercizi che mettono alla prova la resistenza dei partecipanti, la loro concentrazione, i loro limiti fisici e mentali, la percezione, l’autocontrollo e forza di volontà. Alcuni di questi esercizi forniscono il quadro di riferimento per il Metodo Abramovic, pensato per aiutare il pubblico a sviluppare le capacità necessarie per osservare performance di lunga durata. Counting the Rice è uno di questi esercizi.

Le istruzioni sono le seguenti:

Separare il riso dalle lenticchie.
Mantenere tally di ciascuno su un foglio di carta.
Durata: sei ore.

Nei primi mesi del 2014, l’esercizio Counting the Rice è stato ampliato come una pubblica installazione/performance utilizzando tavoli disegnati dall’architetto Daniel Libeskind. L’installazione è stata ricreata a Milano, Italia, dove è stata ospitata e ricreata in collaborazione con Moroso. Successivamente ha avuto luogo per dieci giorni presso il Centre d’Art Contemporain di Ginevra, Svizzera. Agli eventi live del MAI, il pubblico è invitato a documentare e condividere le proprie esperienze con gli altri. Qui di seguito riportiamo il racconto di Giulia Inès Simonetti, che ha preso parte all’ evento di Milano.

La collaborazione con Marina Abramovic proseguirà in occasione di Art Basel a Miami dal 4 al 7 dicembre 2014. Durante l’evento, dove saranno presenti sia il prototipo che il secondo esemplare della serie limitata del ‘Counting the Rice’ table verrà presentato il prossimo progetto di Moroso per il MAI, questa volta firmato da Patricia Urquiola, storica designer del brand, disegnato appositamente per accogliere performance particolarmente durature del MAI.

 

Milan, Italy, April 23rd, 2014

Mettersi nelle condizioni di una separazione forzata. Una separazione necessaria dal nostro quotidiano. L’importante non è il compito di contare i semi in sé. Ma rendersi conto che l’operazione di conteggio è superflua. Il respiro scandisce il tempo.

Un’operazione semplicissima, ironica e inutile per la nostra società occidentale contemporanea, che se ripetuta a lungo diventa un’azione automatica. Automatica ma non immediata, perché necessita concentrazione fisica e mentale, e non permette di pensare a se stessi direttamente. Ma allo stesso tempo si è più che mai presenti. Una coscienza inconsapevole, viva e reale. Non pensare a se stessi come centro del mondo. E il mondo stesso si attutisce. Il contesto frastornante che ci circonda, i pensieri martellanti e i problemi spariscono. Come se intorno a quel luogo preparato si creasse una zona neutra / azzerata / pulita, in cui non si è intaccati dalle preoccupazioni e dalle ansie del quotidiano.


Da spettatore si avverte immediatamente lo scarto di energia. Il tavolo disegnato da Libeskind come oggetto vuoto/neutro, ha una forza latente che viene attivata dalla semplice presenza differente dei performer.
Osservarli calma lo spirito.

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Moroso releases a limited edition of 30 ‘Counting the Rice’ tables designed by Daniel Libeskind, which accommodates and gives shape to the exercise ,’ conceived by Marina Abramovic. The artist chose Moroso as her main partner in this project, releasing a collection of limited-edition design objects related to the projects of MAI, of which the ‘Counting the Rice’ table is a crucial component. The proceeds from the sale of this collection will be donated to MAI and the first piece in this limited-edition series was recently presented and auctioned in Basel, during an exclusive dinner held by the Fondation Beyeler on Saturday, September 20th. ‘Counting the Rice’ is part of a series of workshops presented by Marina Abramovic Institute (MAI), which acts as an immaterial institute, hosting events and performances at locations around the world. The exercise involves separating and counting grains of rice and lentils for a minimum of six hours while remaining seated, exploring the performer’s physical and psychological limits and transforming an everyday action into a meditative ritual.

Since 1979, Marina Abramovic has hosted workshops called Cleaning the House with students from around the world. Designed to prepare the artist for the creative act, the workshop consists of several exercises that test the participant’s endurance, concentration, mental and physical limits, perception, self-control, and will power. Some of these exercises provide the framework for the Abramovic Method, designed to help the public develop skills for observing long durational performances. Counting the Rice is one such exercise.

Its instructions are as follows:

Separate the rice from the lentils.
Keep tally of each on a piece of paper.
Duration: Six hours.

In early 2014, this Counting the Rice exercise was implemented as a public installation with tables designed by architect Daniel Libeskind. The installation traveled to Milan, Italy, where it was hosted in partnership with Moroso. It was then installed for ten days at the Centre d’Art Contemporain Genève in Geneva, Switzerland. At MAI live events, members of the public are encouraged to document and share their experiences with one another. Below is a chronicle from Giulia Inès Simonetti, who took part in the Counting the Rice installation in Milan.

This partnership with Marina Abramovic will continue at Art Basel in Miami December 4th-7th, 2014. Featured at the event will be both the prototype and the second piece from the limited edition series of the ‘Counting the Rice’ tables. The next Moroso project for MAI will also be presented, this time the brainchild of Patricia Urquiola, one of the brand’s long-standing designers, created especially for audiences of long durational performances hosted by MAI.

 

Milan, Italy, April 23rd, 2014

Translated from Italian:

Put yourself in a condition of forced separation. A necessary separation from our everyday life. The important thing is not counting the seeds but to understand that, during the counting, the action is superfluous. The breath beats time.

A very simple, ironic and useless action for our western contemporary society. An action that is repeated in time becomes automatic. But not immediate. You need a concentration, in your body and your mind, that [does] not permit [you] to dissociate from yourself.

A deep and real unconscious consciousness. You do not think about yourself as the centre of the world. And at the same time the world fails. The confusing context, the thoughts and problems disappear. Around that prepared place there is a neutral / clear zero-zone, in which you are not attacked by anxiety and worries of everyday life.

As a viewer, you can immediately see a different strength. Libeskind’s table has been designed as an empty/neutral object, with sleeping forces that are activated by the simple different presence of the performers. The spirit is calm when you look at them.