Al via la nuova edizione di Operæ – Intervista a Paola Zini

10 ottobre 2014 in Storytellers

Intervista a Paola Zini a cura di G. Ghignone

Dal 10 al 12 ottobre 2014, torna negli spazi di Torino Esposizioni, Operæ il festival dedicato al design indipendente e autoprodotto che, in occasione della quinta edizione, propone una rinnovata formula per la promozione dei designer espositori nei confronti del mercato. Un’occasione per incontrare i protagonisti italiani e internazionali di un nuovo saper fare che integra creatività ed esigenze di mercato, si confronta con le nuove tecnologie e guarda a nuovi modelli produttivi.

Centrale nella proposta del festival è sempre stata la presenza di una sezione rivolta a favorire l’incontro tra i designer autoproduttori e gli altri attori della filiera del design allo scopo di dare visibilità ai progetti esposti e al sistema del design indipendente, nel suo complesso. Nel corso dell’edizione 2014, la manifestazione rafforza questa vocazione coinvolgendo rappresentanti provenienti dal mondo della distribuzione, da quello dell’industria e dal mondo dell’artigianato in un intenso programma di business meeting che si svolgerà nel corso della tre giorni torinese. Ne parliamo con Paola Zini, co-curatrice del programma culturale insieme a Mauriza Rebola e Sara Fortunati.

Operae, il festival di design indipendente, è giunto alla quinta edizione. Da quali presupposti è nato il festival e quali sono i suoi obiettivi?
Nel 2010, l’anno della prima edizione di Operæ, il tema dell’autoproduzione nel mondo del design cominciava a emergere ma risultava ancora in nuce. Eppure sentivamo che era un filone di ricerca e innovazione interessante sia per gli aspetti creativi e progettuali che includeva sia per quelli economici e sociali che avrebbe manifestato nel tempo. Nel corso di questi anni si è dimostrato essere sempre più energetico sia in termini di designer sia in termini di proposte. I designer autoproduttori sono coloro che gestiscono in maniera autonoma e indipendente l’intera filiera dall’ideazione alla produzione fino alla comunicazione del prodotto. Specie nella fase di realizzazione collaborano o si appoggiano a officine artigiane o a laboratori per la produzione digitale instaurando reti di collaborazione sul territorio, spesso a livello locale, valorizzando il prodotto di valori territoriali così come di innovazione. 

Quali sono le novità di questa quinta edizione, che avrà luogo nella nuova sede di Torino Esposizioni?
Ogni anno, Operæ si rinnova mantenendo nel contempo una forte caratterizzazione e coerenza. Tra le novità più significative di questa quinta edizione segnaliamo la nuova sede, Torino Esposizioni, uno dei simboli architettonici della città, opera di Pier Luigi Nervi. Un’altra novità che ci piace segnalare è che, da questa edizione, ad affiancarci nella definizione dei temi chiave del programma di incontri e dibattiti che si svolgono nei giorni della manifestazione, è stato invitato un board di personalità provenienti dal mondo del design. Si tratta dell’economista Stefano Micelli, della critica del design e giornalista Chiara Alessi e dell’editrice Marzia Corraini. Operæ inaugura così un progetto di riflessione sul tema del design con il quale intende coinvolgere ogni anno soggetti diversi vicini al mondo del design: accademici, galleristi, critici e imprenditori, con cui condividere la chiave culturale della manifestazione.

Cultura del prodotto artigianale italiano, saper fare, makers, sono alcuni dei temi centrali che verranno trattati nel programma culturale del festival. Come dialogano tra loro questi elementi nel mercato italiano e internazionale? E quali sono le prospettive di sviluppo del settore e di commercializzazione dei prodotti?
Sono tutti temi molto nuovi nel panorama italiano e internazionale, ancora in pieno sviluppo; i punti di riferimento e i case studies significativi sono ancora limitati. Operæ è quindi un’occasione preziosa per attivare dialoghi e confronti, per far incontrare persone e temi interessati a queste nuove dinamiche sociali ed economiche.
Ad Operæ si incontrano infatti i protagonisti italiani e internazionali di un nuovo saper fare che integra creatività ed esigenze di mercato, ci si confronta con la tradizione da un lato e le nuove tecnologie dall’altro per guardare anche a nuovi modelli produttivi. Il programma riflette le dicotomie di questa epoca e soprattutto la convergenza tra un passato fatto di competenze tecniche derivate da una lunga tradizione artigiana locale e un futuro in cui gli oggetti dialogano tra di loro e con l’uomo in modi tutti da scoprire. Il mondo maker è quest’anno rappresentato dalla collaborazione con Opendot, una neonata realtà milanese, che coordina una serie di laboratori sulle tecnologie laser e di prototipazione rapida. 

La partecipazione a fiere e festival è sicuramente un’ottima opportunità di visibilità per i designer che operano nell’ambito dell’autoproduzione. A vostro modo di vedere, quali altre azioni e strategie possono adottare i designer per la promozione dei propri prodotti?
Per i designer partecipanti, Operæ è l’occasione per incontrare un pubblico sempre più ampio di visitatori, professionisti del settore, media e distributori. Operae inoltre coinvolge in prima persona i designer in un programma di incontri professionali resi possibili anche grazie alla collaborazione degli enti locali che supportano la realizzazione di incontri di business.

Operæ
10/11/12 ottobre 2014-10-10
Torino Esposizioni
Corso Massimo D’azeglio 15 – Torino
www.operae.biz

Intervista a cura di Giuseppe Ghignone