9 + uno

15 aprile 2015 in Events

Dilmos. E’ punto di riferimento per la cultura del design a Milano e nel mondo. Nata nel 1980 come showroom d’arredamento, offre una collezione di oggetti emblematici del design moderno e della contemporaneità. Dal 1985, in coincidenza con la mostra dedicata ad Alessandro Mendini, focalizza l’interesse all’oggetto come tramite poetico, veicolo di comunicazione e interazione fra autore e interlocutore.
Diventa così luogo di pensiero, riflessione e proposizione di paradigmi sull’abitare, sul fare, sul rapporto forma/funzione, arte/design.

In questo percorso si colloca l’evento 9 + uno, in occasione del Fuorisalone 2015. Si presentano dieci oggetti di dieci Autori: Pieke Bergmans, Francesco Binfare’, Pietro Consagra, Alessandro Ciffo, Alessandro Mendini, Roberto Mora, Gianni Osgnach, Daniele Papuli, Andrea Salvetti e Matteo Thun.

9 sono i Designers che già fanno parte della storia di Dilmos, uno è Pietro Consagra, scultore fra i più importanti del Novecento (1920-2005). Il “Mobile frontale” disegnato ad uso privato nel 1956 è una coedizione limitata dell’ Archivio Pietro Consagra e Dilmos . L’originale è presente alla Triennale nell’ambito della mostra Arts&Foods (dal 9 aprile all’ 1 novembre 2015).

Qui di seguito informazioni tecniche e piccole narrazioni da parte degli autori stessi per contestualizzare la loro opera in termini di ispirazione e sperimentazione.


PIEKE BERGMANS
“Illusion I” Tavolo
mdf impiallacciato frassino
stampa hi tech a pieno colore
cm 210x90x78h – 2013

”Scegliendo una direzione totalmente nuova per il mio lavoro ho creato un tavolo che ha un pattern caratterizzato da motivi legati al movimento. Compiendo un viaggio attraverso linee e forme, ho intrapreso un’ esplorazione che e’ culminata nello sviluppo di disegni delicati che spingono l’osservatore a guardarli sempre piu’ da vicino fino a che lo sguardo sembra perdersi. Sono superfici stampate a disegni tridimensionali che danno il senso della profondità e che spingono ad una visione “altra”. E’ stata sviluppata una speciale tecnica di stampa high-tech che permette di avvolgere gli oggetti con delle immagini. Quando li si osserva da vicino si nota che tutte le linee coincidono perfettamente da tutti i lati.”

FRANCESCO BINFARE’
“Africa Farfalla”
Tavolo pieghevole
Materiali: massello di Mogano Sapeli; pannelli tamburati e placcati con Piuma di Mogano e tranciato di Palissandro Rio; finitura ad olii naturali impregnanti che proteggono ed esaltano la naturale venatura del legno. Cerniere e dettaglio di chiusura in ottone.
cm 270x308x76,5h – 2014

”Nessuna intenzione messianica o ideologica ha mai sfiorato il mio lavoro. Solo dipingere quello che già si vede tra le righe, Solo cercare di cogliere nell’uso comune quella piccola luce del desiderio di qualcosa d’altro. E cercare di dare una forma positiva. E riuscire a realizzare un corpo come una rivelazione. E poi anche l’armonia, anche la forza, la bellezza. Un’ossessione, quell’essenza, quel mogano. Una grande intensità. Il potere straordinario di evocare la terra generosa e sensuale che lo genera. Questo mogano mi ha affascinato per la luce che vibra sopra la sua superficie profonda, per la sensazione di piacere quando la mano lo accarezza. Perché è forte come un leone. Il tavolo è un territorio elevato.

Fin dall’origine il territorio sacro è elevato, piano e compatto. Per i ritualisti vedici doveva avere forma di uccello perché potesse volare. Sul tavolo avvengono le metamorfosi primarie della vita umana. Sul tavolo si consuma il cibo, si lavora. Attorno ad un tavolo ci si incontra per discutere. Con Africa Farfalla intendo evocare gli aspetti primari e sacri della vita. A me interessa il rituale, il dedicare lavoro alla rappresentazione, alla bellezza, alla sensualità del gesto. In un mobile, la funzionalità è estremamente complessa. Un mobile è un simulacro, un tramite tra la necessità e il significato. Ho sentito il bisogno di fare qualcosa di fisicamente importante per il contatto con il corpo e con la sacralità della vita. Africa Farfalla è un tavolo che può essere realizzato in base al modello originale solo su ordinazione e non può tecnicamente far parte di uno stock seriale, anche minimo. Nel 2014, Africa Farfalla è stato acquisito da FNAC (Fonds National d’Art Contemporain, Parigi) per la sezione Scultura.”

PIETRO CONSAGRA (1920-2005)
“Mobile Frontale” Scultura – Contenitore
legno dipinto
cm 200x168x38 – 1956/ 2015

” Mobile perché si tratta di un contenitore di legno a più ante dipinto, con mensole, sportelli e un cilindro rotante, assolutamente funzionale. Frontale perché anche in questa scultura-contenitore la frontalità è alla base del pensiero e dell’opera di Consagra. L’Archivio Pietro Consagra ha deciso la coedizione a tiratura limitata con Dilmos perché tutti quelli che lo vedevano dicevano: è fantastico perché non lo riproducete? E’ stato progettato da Consagra nel 1956 e realizzato nello studio romano sulla via Cassia, con gli assistenti, per il capanno sulla spiaggia di Tor San Lorenzo, utilizzato con la prima moglie, americana, e i quattro figli. Il capanno,che ospitava tanti artisti amici, era soprannominato il fortino, ed era vicino ad un altro capanno più grande di Luchino Visconti.

Consagra aveva forza di carattere e coraggio intellettuale ma i rapporti umani hanno sempre avuto grande importanza nella sua vita. In lui coesistevano l’esigenza di isolamento e concentrazione nel lavoro ed il bisogno di partecipare alle tensioni dell’ambiente artistico ma, la sera, era felice di stare in compagnia e condividere conversazione, tempo e cibo. Aveva idee molto chiare su tutto, così nasce questo contenitore composto di tre volumi, alti come una persona, appoggiati su una base comune,una panca. Non è la sola esperienza di progettazione di arredo per Consagra: agli anni Cinquanta risalgono anche una serie di tavolini e negli anni Settanta ha realizzato i modelli di una libreria, di un tavolo e di un contenitore che realizzerà negli anni 90 per la casa e lo studio. I mobili, come le sculture, sono forme astratte ma non geometriche, sembrano quasi animate da una gestualità emotiva. La frontalità, impressa nella scultura fin dal 1948, era per lui un modo di essere nel mondo. L’ubicazione è un elemento costitutivo della sua scultura: essa è frontale perché si espone, è sottile, non nasconde nulla, si apre all’altro, è colloquiale, diretta. Nel caso del mobile i tre elementi dialogano fra loro e con chi li osserva e utilizza. La forma vive nello spazio e dello spazio, quello anteriore, quello ulteriore, quello che sta nell’aria fra i volumi, dentro ai vuoti.”
Testimonianza di Gabriella Di Milia Consagra raccolta da Clara Mantica

ALESSANDRO CIFFO
Mobile Quadro “Silicone Painting
Intervento pittorico su anta tridimensionale cm 100 x 170
Tecnica a spatola
Silicone acetico pigmentato – 2015

” Finalmente il mobile quadro, mi viene da dire, dopo tanti anni di collaborazione con Dilmos. L’atto pittorico è fondamentale nell’ambito della mia ricerca e permette la riscoperta di quel “valore espressivo” della decorazione che diventa matrice ideale. Il mobile quadro è il risultato della mia interpretazione del Design Pittorico; procedo, come sempre, a modo mio con l’aiuto di sua maestà Il Silicone, perchè – come mi suggerisce Guido Curto – la mia è Silicone Painting dove il mezzo diventa tutt’uno con il messaggio come piaceva tanto a Marshall Mc Luhan”

ALESSANDRO MENDINI
“Magico 3″ Credenza
edizione 3 esemplari
cm 215x110x57 – 2010

Alessandro Mendini (Milano 1931) architetto, designer artista e teorico, sin dalla metà degli anni Settanta sviluppa una ricerca che lo porta a rileggere le gerarchie tradizionali dell’arte sconfinando nei diversi ambiti storico-artistici. La sua azione di ready made nell’arte è trasversale e sviluppa un processo di parcellizzazione dell’opera, intesa non più come un unicum, ma come la sommatoria di infiniti frammenti e diverse provenienze. Questi mobili/sculture disegnata da Mendini in esclusiva per la galleria Paolo Curti /Annamaria Gambuzzi consistono in un tavolo, una credenza, un buffet ed un controbuffet, intitolati MAGICI. Sono un omaggio al Futurismo e in particolare alla figura di Fortunato Depero. Mendini utilizza la pittura come mezzo concettuale dando forma e decoro agli oggetti e riattualizzando quell’idea del movimento futurista che prevedeva l’innovazione delle arti applicate attraverso il coinvolgimento della pittura e della scultura in ogni ambito del vivere umano.

In un rimando di stili, la peculiarità dei mobili MAGICI, prende vita dal dinamismo delle forme astratto-geometriche e dai colori dalle tinte vivaci. Un connubio che crea una texture in cui protagoniste sono la rumorosità cromatica e il gusto dell’eccesso. L’artista pone massimo rigore allo studio delle forme ed estrema attenzione alle proporzioni, creando opere in cui si fondono eleganza ed equilibrio. In un percorso di ricerca continua, attraversando la pittura progettata e il design pittorico, Alessandro Mendini ci propone una nuova chiave di lettura che accentua il plusvalore frivolo ed eclettico dell’arte, in un’estensione mentale che da’ vita a quello che lui stesso definisce re design, ovvero opera d’arte fruibile.

ROBERTO MORA
“Amphora”
Acciaio (risulte di stampaggio)
resina epox-bicomponente trasparente, pigmenti
diam cm 87x210h – 2015

E’ un omaggio all’archetipo. Nella forma trasparente e simbolica voglio ritrovare le funzioni del contenere e conservare, questa volta applicati ad uso più effimero, quasi onirico. L’anfora diventa allora una calza, un rifugio per trattenere altre cose…è un oggetto inatteso che celebra la bellezza di un forma arcaica…vestito d’acciao.”

GIANNI OSGNACH
“Gli Occhi Tavolo”
Struttura portante in rovere con anima in ferro
Piano in vetro
Assemblaggio di tessuti annegati in resina epossidica bicomponente trasparente
diam 130x73h – 2015

” E’ una struttura in legno massello chiaro consistente in una crociera con all’estremità le quattro gambe inclinate, nella parte inferiore, verso l’interno. Il piano in vetro si posa direttamente su quattro rialzi situati all’estremità della crociera. Nello spazio risultante tra il piano vetro e la crociera si colloca una lastra costituita da un assemblaggio di tele annegate in resina. Le gambe si aprono verso l’alto, la crociera orizzontale che converge verso il centro. La circolarità del piano in vetro ed al centro la colorata composizione di tessuti filtrata dalla lastra vetrosa. E’ una coppa che dà da bere agli occhi. Tutto converge sulla composizione di tessuti. Sedersi al tavolo e bere con gli occhi.”

DANIELE PAPULI
“Erto”
Collezione Cartodendrometrìa
Ingombro forma cilindrica mt. 220/240(H)/70-90(Ø)
Desco mt. 0,70(H)/130/160 – 2015

“Erto accoglie e predispone. E’ una postazione quotidiana di uso domestico che rimanda ad un mondo fantasmagorico. Il ricordo delle cose nascoste, segrete, importanti, riposte nella cavità di un albero prescelto come compagno di gioco, spesso, di un ulivo, per chi arriva da una terra che ne possiede in abbondanza, come la mia, il Salento. Il desco, a portata di mano, incastrato come una lastra megalitica di materia cartacea, è un unico pezzo ricurvato su se stesso, invita a fermarsi, a soggiornare intorno. Ospiti, il proprio microcosmo, le cose ritrovate, le persone adunate a custodire, a colloquiare, a stare, ricordandoci che “ …le cose stesse sono i luoghi e non solo appartengono al luogo” come ci racconta Heidegger nel suo “L’arte e lo spazio”. E’ un gruppo scultoreo con due forme innestate, riposizionabili; due volumi ottenuti dalla strutturazione di migliaia di strisce di carta selezionata, ricavate da un taglio meccanico, disposte, modellate ed intarsiate a mano. Entrambi sono ottenuti senza giunzioni di forme o pezzi ma due macro strutture realizzate accostando le strisce, una alla volta, una dopo l’altra, slittate e numerose per garantire forza e compattezza ai volumi.”

ANDREA SALVETTI
“Cattedrale Morale”Cabinet
Fusione di alluminio, mensole interne in cristallo
edizione di 6 esemplari numerati + 3 Aps
cm 180x60x150h circa – 2015

“Seguendo il gioco consueto dei tronchi sovrapposti semplicemente, accostati o solo appuntiti ho immaginato una costruzione elementare d’ oggi. Una architettura severa e rigorosa che esprime per me l’ idea di natura monumentale. Un’ opera solenne e austera ma capiente, servile, efficace, disponibile e generosa. Un gesto saggio e cosciente per condurre una riflessione sul pianeta. Una cattedrale quindi.”

MATTEO THUN
“Venere Bianca” Vasi
in collaborazione con Benedetto Fasciana
Terracotta bianca con impressione di garze, pettinatura
varie altezze tra 24 e 87 cm / catalogo Matteo Thun Atelier – 2015

Venere Bianca è un’edizione limitata di nove vasi in terracotta prodotta da Bitossi. Ispirati ai contenitori medievali per medicinali, i vasi sono anche un omaggio alla donna ideale di Montelupo Fiorentino. La finitura è frutto dell’impressione di garze e di impronte da pettinatura

“AC” Totems
in collaborazione con Benedetto Fasciana
Biscotto bianco con trattamento a cera
varie altezze tra 93 e 151 cm / catalogo Matteo Thun Atelier – 2015

Vasi Bianchi sovrapposti compongono la serie di pezzi unici denominata AC, contraddistinta da un numero consecutivo di serie. Realizzata da Alessio Sarri, la collezione di sculture a totem si basa sulla combinazione di forme archetipiche di contenitori e anfore. La semplicità formale è enfatizzata dalla superficie bianca trattata a cera.

TESTO A CURA DI CLARA MANTICA
ph Emilio Tremolada

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Dilmos. As the leader of design both in Milan and throughout the world, Dilmos was founded in 1980 as a furniture showroom that exhibited the quintessential tokens of modern and contemporary design. Since 1985, concurrently with the exhibition dedicated to Alessandro Mendini, it has focused its interests on design pieces as poetic mediums, vehicles for communication and interaction between the creator and interlocutor.
Thus, Dilmos is a place for reflection and for proposing new paradigms for living, for functioning, for the link between form and function, art and design.

We are offering the event 9 + uno (nine plus one), on the occasion of Fuorisalone 2015. Ten items will be exhibited by their ten designers: Pieke Bergmans, Francesco Binfare, Pietro Consagra, Alessandro Ciffo, Alessandro Mendini, Roberto Mora, Gianni Osgnach, Daniele Papuli, Andrea Salvetti and Matteo Thun.

These 9 artists are already present in the Dilmos exhibition repertoire, and one is PietroConsagra, one of the most influential sculptors of the 20 th century. The concept of the “Mobile frontale” (frontal furniture), which was designed for private use in 1956, is a limited co-edition by the Archivio Pietro Consagra and Dilmos. The original is on display at the Trienniale of Milan exhibition event dedicated to arts and foods (running from April 9 – November 1, 2015).

Physical descriptions and narrations for each piece by the designers to contextualize their works in terms of their inspiration and method of experimentation.

 

PIEKE BERGMANS
“Illusion I” Table
ash veneered mdf
high-tech, full color imprint
cm 210x90x78 – 2013

“Having chosen a completely new direction for my work, I created a table that boasts patterns portraying movement. In a voyage through contours and shapes, my exploration culminated in delicate designs that conjure the observer to peer closer and lose themselves in its intricate patterns. The surfaces imprinted with three dimensional designs transmit a sense of depth and elicit a new visual perception. It was produced using a special high-tech imprinting technique that shrouds the pieces in depicted imagery. A closer inspection will reveal that all the lines coincide perfectly with all sides”

FRANCESCO BINFARE’
“African Farfalla” Table
Folding Table
width 270cm x length 308cm x height 76.5cm
Materials: Sapele Mahogany wood; hollow-cored panels clad with Feather Mahogany and veneered in Brazilian Rosewood; finished with protective natural oils that accentuate the natural woodgrain. Hinges and closing devices in brass – 2014

“There is no otherworldly influence or ideology immersed in my work – I just depicted what was already there. I sought to incorporate into its daily use my desire to create something different. To render a positive shape, to turn a body into a revelation, to create harmony, power and beauty. That essence, that mahogany, becomes an obsession, with so much intensity. It possesses an extraordinary power to conjure up the magnanimous and sensual earth from which it is born. I was drawn to this particular mahogany for its ability to capture the light within its deep surface, while offering a euphoric sensation to the touch. The table is strong like a lion, and is elevated, like its origin, that sacred and elevated land – flat and solid. The soaring bird-shape was imperative for Vedic ritualists. The primary metamorphoses of human beings unfurl right on the table, where we dine, work, and converse with others. I sought to evoke in Africa Farfalla (Africa Butterfly) the primary and sacrosanct aspects to life. It is an embodiment of ritual, of representation, of beauty, of the sensuality of the work. Achieving the functionality of a piece is extremely complex. Furniture is an effigy, a vehicle between the need and significance of that object. I aspired to make something physically prodigious for the body and for the sanctity of life.

Africa Farfalla is made-to-order following the original model, and cannot be placed into a series, not even one of similar characteristics. In 2014, Africa Farfalla was purchased by FNAC (Fonds National D’Art Contemporain, in Paris) to be added to its sculpture section.”

PIETRO CONSAGRA (1920-2005)
“Mobile Frontale” Sculpture – Cabinet
painted wood
200x168x38cm – 1956/ 2015

“This very functional wooden cabinet has several painted doors, shelves, shutters and a rotating unit. The term frontale (frontal vision) refers to the façade of this sculpture-cabinet as the entire essence of the work by Consagra. The Archivio Pietro Consagra chose to co-edit the work with Dilmos for a limited edition because everyone who saw it told me, “It’s fantastic, why don’t you have it reproduced?” It was designed by Consagra in 1956 and produced with his assistants at his studio in Rome at Via Cassia, for his beach house at Tor San Lorenzo beach, which was used with his first wife (who was American) and his four children. The beach house, which had welcomed many artist friends, was nicknamed ‘the little fort,’ and stood near a bigger house belonging to Luchino Visconti.

Consagra was a man of such energy and intellectual courage, but personal relationships were always of great importance to his life. He harbored a yearning for isolation, for concentration, to participate in the taxing world of art, but at the same time, in the evening, he would enjoy good company, conversation, and indulging in food. His ideas were very clear to him, hence the birth of this cabinet. It is composed of three sections that stand as tall as a person, and rest on one base, a bench. This is not the only furniture brainchild of Consagra. During the ’50s he designed a coffee table series, and during the ’70s he created the models for a bookcase, a table and a cabinet that he would later produce during the ’90s for his home and office. Akin to sculpturing, furniture takes on abstract rather than geometric forms that nearly become lifelike from an expression of emotion. The prominence of the facade, which has been an earmark of his sculptures since 1948, was a way for him to exist in the world. Position is an integral element to his sculptures, with the front side facing the world; it is thin, hiding nothing, open to everyone, colloquial, and direct. In this particular piece, the three sections communicate with one another, and with its users and observers. Its shape resides and thrives in the space surround in front and beyond, between its sections, and within its available niches.” Account by Gabriella Di Milia Consagra, collected by Clara Mantica

ALESSANDRO CIFFO
Mobile Quadro “Silicone Painting”
Painted illustration on three-dimensional door 100 x 170 cm
Palette knife technique
Pigmented acetic silicone – 2015

”After so many years of working with Dilmos, all I have to say is: finally Quadro cabinet. Painting is essential to my domain of study, and is conducive to rediscovering the expressive value of the embellishment which becomes the ideal inspiration. Painted furniture is the result of my interpretation of Pictorial Design. I always proceed with my own technique – with the help of my dear friend, Silicone, because as Guido Curto once suggested to me – my method is Silicone Painting, where “the medium is the message”, to quote Marshall McLuhan.”

ALESSANDRO MENDINI
“Magico 3″ Credenza
a 3-piece edition
215x110x57cm – 2010

Alessandro Mendini (Milan, 1931), architect, artistic and abstract designer, since the mid1970s has worked on a study which led him to reevaluate the traditional hierarchies of art by intersecting the various realms of art history. He incorporates a traversal use of ready-mades in art, which evolve into a fragmentation of the work – no longer as a unique specimen, but rather as the integration of infinite parts and origins.

These works, which were designed by Mendini exclusively for the Paolo Curti/Annamaria Gambuzzi gallery, comprise a table, a credenza, a sideboard and a server, all in the collection called MAGICI (magic). These pieces pay tribute to the Futurist style, and in particular to Fortunato Depero. Mendini harnesses painting as a conceptual tool that gives shape and embellishment to his pieces, while modernizing the futurist movement, which entailed innovating the applied art forms by engaging both painting and sculpturing in every realm of our lives.

By revamping these styles, the flair to the MAGICI furniture line emerges in the dynamism of the abstract-geometric shapes and in the spectrum of vivacious colors. It is this union that renders a piece in which the key protagonists are its chromatic flamboyance and the appeal of extravagance. The artist applies the utmost rigor to his study of forms, and extreme attention to proportioning, ultimately creating works that integrate elegance with equilibrium. Throughout his continual study, by fusing design painting with pictorial design, Alessandro Mendini offers us a new perspective that accentuates both the excess and eclecticism inherent in art, in a concept that brings to life what he himself defines as “re-design”, or a usable work of art.

ROBERTO MORA
“Amphora”
Steel (imprinted pieces)
two-component clear epoxy resin, pigments
diameter cm 87x210height – 2015

” It pays homage to the ancient archetype. With this unequivocal and iconic shape, I sought to give new meaning to containment and preservation by incorporating a more transient and almost dreamlike use. The Amphora vase becomes a befitting sanctuary for our possessions. This unsuspected piece celebrates the beauty of an ancient relic, but cladded in steel.”

GIANNI OSGNACH
“Gli Occhi Tavolo”
Oak supporting base with an iron interior
Glass surface
Made with fabrics soaked in two-component clear epoxy resin
diameter 130x73height – 2015

“A solid, clear wood table comprising a cross-brace with four legs, slanting inwards on the bottom. The glass surface rests directly on four mounts situated on the outside of the cross-brace. Placed between the glass surface and the cross-brace is a meticulously-assembled sheet of resin-soaked fabric pieces. The legs open towards the top, the horizontal cross-brace that merges towards the center. The circular form of the glass surface, and the colorful composition of fabrics filtering through the glassy pane –it is a feast for the eyes, with the fabric composition as the salient feature. Take a seat, and let your eyes drift through its allure.”

DANIELE PAPULI
“Erto”
‘Cartodendrometrìa’ Collection
Cylindrical dimensions m. 220/240(height)/70-90(diameter)
Table m. 0,70(H)/130/160 – 2015

“Erto welcomes and prepares you. It is a piece for daily domestic use, but evocative of a dream world. The reminder of all things concealed, secret, valued, stashed away in the cavity of a tree, often an olive tree, for those whose origin is where these are in abundance, like in my land of Salento.

The table is close at hand, and formed by a megalithic plate of paper material. This single piece wrapped within itself lures you to stop and sit in its company. Guests form their own microcosm, of things revisited, of people assembled together protecting, living, remembering that “…things themselves are places and do not merely belong in a place”, as Martin Heidegger tells us in Art and Space.

It is composed of two engaged and sculpted forms, which are moveable. The two sections are obtained by selecting and mechanically-cutting thousands of strips of paper, which are thereafter positioned, molded and inlaid by hand. Both sections are rendered without conjoining pieces, but are two larger structures created by lining up the strips, one at a time and one after the other, fitted and in large quantities to ensure strength and solidity to the sections.”

ANDREA SALVETTI
“Cattedrale Morale” Cabinet
Fused aluminum, crystal encased shelves
an edition of 6 numbered examples + 3 Aps
approx. cm180x60x150 height – 2015

“Following the customary method of superimposing trunks, either lined up or pointed, I envisioned a rudimentary, modern-day structure. A solid and rigorous architecture that enshrines my idea of monumental nature. This cabinet is magnificent, austere, but capacious, accommodating, efficacious, and lavish. A wise and conscious piece that spurs musings about the planet – hence, a cathedral.”

MATTEO THUN
“White Venus” Vases
in collaboration with Benedetto Fasciana
White pottery embossed with bandage and comb patterns
height range: 24 – 87 cm / Matteo Thun Atelier catalog – 2015

White Venus is a limited edition of 9 pottery vases designed by Bitossi. Inspired by medieval medicine containers, the vases also pay homage to the ideal woman of Montelupo Fiorentino. The finish is realized with embossed bandage and comb patterns.

“AC” Totems
in collaboration with Benedetto Fasciana
White bisque pottery with applied wax
height range: 93 -151 cm / Matteo Thun Atelier catalog – 2015

Superimposed white vases comprise the unique AC series, marked by a consecutive number in the series. Created by Alessio Sarri, the totem sculpture collection combines archetypical forms of containers and amphora vases. The formal simplicity of the pieces is emphasized by the white wax-treated surface.

TEXT BY CLARA MANTICA
ph Emilio Tremolada